In Piazza Plebiscito a Mazara del Vallo, che fu capoluogo di una delle tre circoscrizioni amministrative con cui gli Arabi divisero l'isola, si trovano la settecentesca chiesa di Sant'Ignazio, l'ex Collegio dei Gesuiti e l'ex chiesa di Sant'Egidio. L'ex Collegio dei Gesuiti è un centro polivalente che fra le altre cose ospita il Museo Civico, dove si conservano preziosi reperti risalenti all'età del bronzo fino all'età bizantina, e la Sala Consagra, dedicata alle opere dell' omonimo artista contemporaneo. Nell'ex chiesa di Sant'Egidio si può ammirare il Satiro Danzante, statua bronzea di età ellenistica, appartenente con molta probabilità ad un gruppo dionisiaco, che ripescata nel Canale di Sicilia nel 1998 è assunta ormai a simbolo della città.
Nel cuore della città, in Piazza della Repubblica, si trova l'imponente Cattedrale sorta nel XI secolo per volontà del Gran Conte Ruggero sull'antica moschea, il cui portale è sormontato da un bassorilievo raffigurante Ruggero in atto di colpire un soldato musulmano. L'interno, a tre navate, custodisce alcune opere di pregio: un ciborio antico che venne utilizzato per il battesimo del figlio di Federico II e un gruppo di statue marmoree realizzate dagli scultori Gagini raffiguranti la Trasfigurazione e un Gesù deriso dai Marabiti.. Sempre nella piazza è possibile ammirare il Palazzo Vescovile ed il Seminario dei Cherici. Quest'ultimo ospita il Museo diocesano che raccoglie preziosi oggetti del tesoro della Cattedrale.
La città di Salemi, ubicata sulle pendici del Monte delle Rose tra il fiume Mazaro ed il fiume Grande, vanta un'antica storia. Originariamente denominata Alicia, alleata dell'antica Segesta, fu poi denominata dagli arabi "Salam" cioè "città salubre e sicura". Ancora oggi l'assetto urbano arabo è chiaramente leggibile sia nella struttura delle vie del centro, sia nella denominazione di numerose contrade (Cabinarusa, Cuba, Rabbici, ..) L'imponente Castello Normanno, la Matrice barocca, il complesso della Chiesa e del Collegio dei Gesuiti assieme al Quartiere ebraico, fanno di Salemi una delle città più interessante delle Sicilia Occidentale.
Tradizione popolare e religiosità trovano massima espressione nella festa di S. Giuseppe, il 19 marzo, nella quale vengono allestiti altari votivi con particolari piccole forme di pani benedetti, vere sculture realizzate dalle abilissimi mani delle donne salemitane.
La città di Petrosino si caratterizza per la presenza di numerosi torri e bagli. Le prime testimoniano il ruolo che l'area ha ricoperto nel passato quando, a causa delle numerose scorrerie dei pirati saraceni, nacque l'esigenza di trasmettere il segnale di pericolo in tutto il territorio. I bagli, costruiti già nella seconda metà del ‘500 per fortificare il territorio feudale, divennero poi residenza stabile dei proprietari terrieri in seguito all'incremento della produzione vitivinicola. Allo sviluppo di tale settore contribuiscono i commercianti inglesi che, scoperte le buone qualità del vino locale, ne curarono sia l'esportazione che la produzione. In particolare, John Woodhouse costruì nel territorio di Petrosino diversi stabilimenti ed una lussuosa villa, il cui portale è stato assunto ad emblema del comune.
Il comune di Campobello di Mazara trae il suo nome dal latino "campus belli" poiché nel suo territorio ebbe luogo la battaglia finale tra Segesta e Selinunte. L'espansione urbanistica ebbe inizio nel 1618 quando Giuseppe di Napoli, già proprietario del feudo di Campobello, acquistò il feudo Guardiola della baronia di Birribaida e fece costruire nei pressi del Castello le prime case coloniche lungo le attuali vie Garibaldi, Badiella e Viale Risorgimento. Ufficialmente la città sorse nel 1621 con la "Licenzia Populandi novam civitatem" concessa da Filippo IV di Spagna al Barone di Napoli. La conformazione del territorio favorisce la coltivazione di pregiati varietà di viti ed ulivi. Anche l'attività casearia è una componente peculiare dell'artigianato locale.
Luogo di particolare interesse storico riveste lo scenario delle Cave di Cusa, antiche miniere di pietra, utilizzate dal 600 al 409 a.c. dai Selinuntini per l'estrazione degli enormi blocchi serviti alla costruzione dell'antica città di Selinunte e dei suoi templi .